Cuore e batticuore. Il diverso significato delle palpitazioni

Le cause che fanno battere il cuore troppo velocemente

Il dott. Giovanni Martin, specialista in Cardiologia nei Centri Sanisystem ci spiega cosa fare se ci viene il batticuore, un fenomeno molto diffuso nella popolazione, non solo a San Valentino!


Cosa sono le palpitazioni?

Le palpitazioni sono la percezione dell’attività meccanica del cuore e definite come “sensazione sgradevole del battito cardiaco”. Il fenomeno è dovuto a un aumento della forza di contrazione del cuore o a un’anomalia della normale cadenza del battito.

Il batticuore in sé può non essere pericoloso. L’aumento della frequenza del battito cardiaco è infatti una condizione normale, fisiologica, che si presenta ogni volta che il cuore viene sottoposto a uno sforzo, fisico o emotivo che sia. In condizioni di riposo e tranquillità l’attività cardiaca, infatti, non viene in genere avvertita dall’individuo. 

Le palpitazioni comprendono un ampio spettro di fenomeni che vanno dal semplice aumento della frequenza cardiaca alla irregolarità del battito inteso come mancanza di uno o più di questi. La presenza di battiti irregolari è molto diffusa nella popolazione. Se si esegue una registrazione dell’elettrocardiogramma (Ecg) per 24 ore con un apposito registratore la presenza di battiti irregolari (extrasistoli) varia dal 40 al 70% della popolazione esaminata con un incremento maggiore nell’età avanzata.


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Ma qual è il significato di questo fenomeno?

Esso può essere del tutto innocuo limitandosi alla sola sgradevole percezione fino ad essere premonitore di eventi pericolosi per la salute o la vita del paziente.

Ciò che separa le due situazioni è in quale cuore il fenomeno si verifica, se cioè avviene in assenza o presenza di una malattia cardiaca.

Infatti cuori sani possono sperimentare questa sensazione di battito anomalo. Stati ansiosi, crisi di panico, fumo, abuso di caffè possono aumentare la produzione dell’ormone adrenalina che a livello cardiaco causa aumento della frequenza cardiaca o insorgenza di battiti irregolari, pur in assenza di malattie cardiache. Soprattutto disturbi digestivi come il gonfiore addominale sono spesso causa di battiti anomali.


Come ci dobbiamo comportare allora?

Il primo gradino nella visita medica sta nel raccogliere con cura la storia del paziente. Il medico deve cercare le possibili cause che favoriscono il sintomo, le modalità di insorgenza, la durata. Deve indagare se esistono elementi sospetti per alterata funzione della tiroide o carenza di potassio nel sangue che possono essere causa delle palpitazioni. Il secondo passo è l’attento ascolto del cuore che permette di rilevare o escludere la presenza di vizi valvolari cardiaci che modificano l’atteggiamento verso il fenomeno che ha generato allarme.

Quali esami si possono eseguire?

Tappa fondamentale è l’esecuzione del semplice elettrocardiogramma. È un esame estremamente routinario, ma che permette di sospettare o escludere la presenza di anomalie del ventricolo destro oppure ingrossamenti del ventricolo sinistro. Entrambe le situazioni depongono per la presenza di una cardiopatia. La visita cardiologica con Ecg è il primo e più importante step di valutazione. 

L’Ecg dinamico per 24 ore (Holter) è sicuramente il presidio diagnostico più utilizzato per valutare il paziente con palpitazioni di natura indeterminata. 

È però da tener presente che l’Holter può mostrare la presenza di turbe del ritmo cardiaco, ma non spiega la causa del fenomeno che andrà valutata dal medico.


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Concludendo…


Le cause delle palpitazioni in un cuore sano possono essere:

• emozioni forti

• attività fisica intensa

• assunzione di farmaci come i diuretici e i decongestionanti

• caffeina, alcol, fumo e droghe

• alcune patologie, ad esempio i disturbi della tiroide o l’anemia


Ma anche:

• carenza di sonno

• pasti eccessivi o particolarmente speziati/piccanti

• eccitazione

• nervosismo

• stress

• ansia

• attacchi di panico

• farmaci

• variazioni ormonali (per esempio durante le mestruazioni)

• disidratazione


In casi diversi le palpitazioni possono evidenziare un’aritmia, cioè un problema del ritmo o della frequenza del battito cardiaco, che può essere sintomo di disturbi cardiaci, ad esempio di infarto o di insufficienza cardiaca, di problemi a carico delle valvole o del muscolo cardiaco.

Il “batticuore” è un disturbo piuttosto frequente, di solito né grave né pericoloso, ma abbastanza fastidioso. Se ne soffrite il medico può decidere se sia necessaria una terapia oppure se siano sufficienti controlli periodici. 


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