Endometriosi: conoscerla per affrontarla al meglio

Non va sottovalutata la frequenza: ne sono colpite dal 3 al 5% delle donne in età riproduttiva

Oggi parliamo di endometriosi con il dottor Antonio Zarrelli, Specialista in Ginecologia e Ostetricia e in Chiururgia Oncologica. Ci spiegherà cos'è e cosa comporta, quanto è importante il consulto con un ginecologo per individuarla e come si può curare, quando è necessario farlo.


L’endometriosi è una condizione patologica caratterizzata dall’anomala presenza di tessuto endometriale al di fuori dell’utero e si verifica come conseguenza del reflusso di sangue mestruale attraverso le tube.

Oltre a questo reflusso attraverso le tube vengono ipotizzati anche altri meccanismi.

Il tessuto endometriale ectopico (cioè al di fuori dell’utero) risente della ciclica azione ormonale esattamente come accade per l’endometrio normale. A ogni mestruazione l’endometrio normale viene espulso all’esterno.

L’endometriosi invece non può essere eliminata e quindi può formare, lì dove è localizzata, cisti, placche, aderenze e cicatrici.

Questa patologia coinvolge circa il 3-5% delle donne in età riproduttiva: è molto rara prima del menarca (la prima mestruazione) e regredisce con la menopausa. In genere viene diagnostica tra i 20 e i 30 anni e nel 20-40% dei casi può accompagnarsi a infertilità.

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Dove si localizza?

Può trovarsi dappertutto:

– più spesso si localizza in sede pelvica: nell’ovaio, dove può dare cisti ovariche endometriosiche; a carico dei legamenti utero-sacrali; nel setto rettovaginale; nel peritoneo della pelvi; ma anche nell’utero, nel retto, nella vagina e nell’appendice;

– più raramente è possibile riscontrare focolai di endometriosi in sede extrapelvica come nei muscoli, nell’ombelico o nelle cicatrici chirurgiche addominali. 


Che disturbi dà?

Nel 20-25% dei casi è asintomatica. Più spesso dà dolore soprattutto in rapporto al ciclo mestruale (dismenorrea), ma anche disuria (disturbi alla minzione), dischezia (dolore alla defecazione durante il periodo mestruale), dispareunia (dolore nei rapporti intimi). Può provocare sterilità. Raramente può determinare addome acuto.


Come si diagnostica?

È importante rivolgersi a un ginecologo che con l’anamnesi (cioè con il colloquio con la paziente) e attraverso la visita specialistica può rilevare segni e sintomi di endometriosi.

Valutazioni importanti si ottengono mediante lo studio di immagini (imaging): l’ecografia transvaginale è soprattutto utile per l’endometriosi a carico delle ovaie e del setto rettovaginale; a volte può essere utile una risonanza magnetica per valutare impianti sul peritoneo, ma soprattutto per escludere tumori ovarici; a seconda dei casi possono essere prescritti la colonscopia, la cistoscopia, l’ecografia addominale e renale e il clisma opaco.

La diagnosi definitiva si ottiene mediante la chirurgia: oggi si utilizza la laparoscopia che garantisce la visualizzazione diretta delle lesioni e consente anche un prelievo di tessuto per l’esame istologico.

La laparoscopia rispetto alla laparotomia consente una miglior visualizzazione delle lesioni, minori traumi ai tessuti, meno aderenze successive e una più breve ospedalizzazione.

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Come si cura?

Non tutte le endometriosi vanno trattate, soprattutto se asintomatiche o lievi. Quando è necessario curarle, si ricorre alla terapia medica (che va dall’uso di analgesici all’uso di progesterone o della pillola contraccettiva; a volte è utile l’uso di agonisti o di altre terapie non ancora standardizzate).

C’è poi la terapia chirurgica (adesiolisi, exeresi di impianti superficiali, asportazioni di cisti ovariche, chirurgia tubarica conservativa, rimozione di impianti peritoneali); in rari casi si ricorre alla chirurgia demolitiva ma solo in pazienti non desiderose di prole.

Per un trattamento più adeguato dell’endometriosi è prioritaria una maggiore comprensione della malattia, sono necessari nuovi farmaci e vanno anche migliorate le tecniche chirurgiche.   


Noi di Sanisystem proponiamo una forma di consulto/visita completa: il nostro check up ginecologico, che prevede 

  • Pap test
  • ecografia transvaginale
  • visita ginecologica

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Questa intervista è stata pubblicata sul nostro periodico di attualità, salute e benessere SaniMagazine n. 3 - 2018.

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