Malattie auto-immuni: combattiamole senza zucchero e farina

Ecco come affrontare le malattie auto-immuni, un male in rapido aumento

La dottoressa Carolina Capriolo, Biologa e Nutrizionista nei Centri Sanisystem, ci accompagna in un viaggio alla scoperta degli stili di vita e delle abitudini alimentari che possono causare l'insorgenza delle malattie auto-immuni, una particolare categoria di patologie sempre più diffuse. Quali sono? Ce ne sono più di 80 tipi, tra cui l'artrite reumatoide, il lupus, la tiroide di Hashimoto e la psoriasi.

Conosciamo le cause?

L’incidenza delle malattie auto-immuni è assolutamente elevata e nell’arco degli ultimi 50 anni è nettamente aumentata, tanto che diventa fondamentale monitorare la situazione fin da giovani.

Una diffusione che si deve principalmente ai moderni stili di vita, a ritmi frenetici e alla carenza di nutrienti.

Le malattie auto-immuni sono considerate croniche perché tendenzialmente portano ad avere sintomi che si manifestano per diverso tempo e per questo vengono dichiarate non guaribili.

I fattori centrali che portano allo sviluppo di queste patologie non sempre si possono influenzare, ma esiste un po’ di libertà di azione sotto il profilo delle scelte migliori in ambito di alimentazione, per fare in modo che il nostro organismo non venga modificato dal punto di vita immunitario e riesca ad avere tutti quei nutrienti di cui necessita per funzionare al meglio.

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No zuccheri, sì frutta e dolcificanti naturali!

Dovendo fare delle scelte per cercare di arginare le patologie auto-immuni e croniche, quella primaria riguarda l’eliminazione dello zucchero semplice (lo zucchero bianco comune, come siamo abituati a conoscerlo), ma anche di tutti gli alimenti lavorati a livello industriale, ricchissimi di zuccheri nascosti: nel consumatore c’è la convinzione diffusa che non siano presenti e, quindi, inconsapevolmente ne vengono ingeriti in quantità enorme. Da evitare anche la farina bianca classica, la famosa raffinata 00.

Il motivo per il quale dobbiamo cercare di eliminare gli zuccheri è perché sono pro-infiammatori, con un’avvertenza: l’assunzione di frutta e verdura va benissimo, visto che è la qualità e il tipo di zucchero che fanno la differenza. Per spiegare meglio il concetto, va ricordato che le malattie auto-immuni sono reazioni infiammatorie cronicizzate: è come se il nostro organismo combattesse contro se stesso e ciò che mangiamo ne acuisse i sintomi. Optare per un regime adeguato non significa accontentarsi del classico pane e acqua, ma ci impone un rigore nelle scelte che andiamo a fare per la tutela della nostra salute.

Restando al fondamentale campo degli zuccheri, esistono dei dolcificanti alternativi che non hanno impatto sul metabolismo e che possono essere utilizzati senza controindicazioni: si tratta della stevia e dei polialcoli, tra cui eritritolo, maltitolo e xilitolo. Non essendo artificiali, non vanno a sovraccaricare il fegato e a danneggiare il metabolismo degli zuccheri.

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Farina sì, farina no...

Come detto, gli altri grandi “nemici” sono la farina bianca e i cibi industrializzati. Per questa ragione, è fondamentale mangiare quanto più possibile naturale, senza ricorrere a cibi pronti e già preparati.

In questo modo potremmo privilegiare i cereali integrali, garantendoci più fibra e nutrienti.

Esempi virtuosi sono costituiti da farro, grano saraceno, quinoa: essendo più ricchi di nutrienti e beneficiando di una maggior percentuale di fibra, hanno un indice glicemico più basso e quindi minor contenuto di zuccheri.

L'acqua è un vero alimento

Non bisogna sottovalutare inoltre l’importanza dell’acqua, fondamentale per equilibrare i livelli di idratazione del corpo, un elemento che deve essere preso in considerazione come fosse un nutriente. Infatti, produce energia e rinforza il sistema immunitario integrando l’organismo con un ruolo da protagonista.

Quindi...

In linea generale, è prioritario cercare di colmare le carenze nutrizionali legate alla presenza di malattie auto-immuni attraverso l’integrazione esterna di sali minerali, vitamine e altri elementi nutritivi. Gli aspetti da valutare sono molteplici e hanno numerose interazioni: proprio per questo è decisivo il supporto di personale medico specializzato che possa definire questi nutrienti e valutare le carenze in specifiche condizioni, redigendo un piano di intervento personalizzato.

Sono purtroppo drammaticamente sempre più diffuse auto-diagnosi e soluzioni fantasiose partorite da ciarlatani che sui social hanno fatto fortuna.

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Questo articolo, pubblicato sul nostro periodico di attualità, salute e benessere SaniMagazine n. 4 - 2019, è a cura della dottoressa Carolina Capriolo, che si occupa anche degli incontri sulla metabolomica nella sede Sanisystem di via Montereale. Cos'è?

Metabolomica e nutrizione: scoprila da noi!

Nei centri Sanisystem è sempre più centrale la diffusione della metabolomica, cioè quella medicina di precisione – la cui introduzione è molto recente, risalendo ai primi del Duemila – che studia i metaboliti e le sostanze nutritive che caratterizzano ogni individuo. Attraverso le analisi metabolomiche si possono accertare alcuni degli squilibri biochimici alla base delle patologie mediante lo studio dei processi metabolici dell’organismo, identificando non solo ciò che è già in essere, ma anche stadi pre-patologici collegabili a fattori di rischio di insorgenza di malattie. Il MIT di Boston stima che nei prossimi anni l’approccio metabolomico avrà un fortissimo impatto sulla ricerca in campo farmacologico, nella diagnostica, nella terapia e in un’ampia gamma di biotecnologie.

Ogni mese nella sede Sanisystem di via Montereale 53/A si può partecipare, previa prenotazione al n. 0434 208215, agli incontri sulla metabolomica con la Nutrizionista dott.ssa Carolina Capriolo. Seguiteci su Facebook per le date aggiornate!