Patologie della retina: i controlli per la prevenzione

Anche l’occhio vuole la sua parte 

Le patologie della retina sono sempre più diffuse e necessitano di controlli specifici per prevenirle

In una società globalizzata e informatizzata, in cui le soluzioni a problematiche mediche sembrano sempre custodite nel nostro PC e nelle informazioni della rete, risulta fondamentale affidarsi ai professionisti dei vari settori, particolarmente quando si parla di medicina.

Negli ultimi anni, stiamo riscontrando sempre più frequentemente ricorsi tardivi al consulto di uno specialista, oculisti in particolare. Ci si affida, giustamente, per il primo screening, ai medici di famiglia e agli ottici, professionisti che hanno straordinarie competenze di carattere generale, ma non specifiche.

È fondamentale che, quando queste “sentinelle della salute pubblica” ravvisano anche solo un minimo sospetto, si proceda con celerità a un’ispezione da parte dell’oculista.

Infatti, la diagnostica retinica sta vivendo una grossa evoluzione, con l’ingresso di nuove tecnologie con cui si approfondisce meglio la situazione della retina, elemento chiave per l’apparato visivo e tessuto la cui integrità è indispensabile. La parte più importante è la macula, la zona con cui fissiamo l’oggetto del nostro sguardo. Spesso può insorgere una degenerazione maculare, sovente legata all’età: si sviluppa prevalentemente nella terza fase della vita e porta a una progressiva riduzione visiva, che può scendere anche al di sotto di un decimo, quando si riscontra la cosiddetta cecità legale, in cui il paziente perde la capacità di leggere e di scrivere, non rimane cieco, ma ha un campo visivo fortemente penalizzato.

Altre malattie a carico della retina sono quelle vascolari, che sono legate al diabete, all’ipertensione e ai fenomeni di trombosi venosa o arteriosa retinica.

Capitolo a parte riguarda il distacco della retina, che richiede un trattamento chirurgico o laser per scongiurare la perdita della funzione visiva. In questo caso, vitale è la tempestività: l’intervento deve essere effettuato entro una settimana dalla diagnosi.

Tra le apparecchiature che stanno garantendo eccezionali risultati ci sono i tomografi a luce coerente, grazie ai quali si riesce ad arrivare ad una sorta di Tac della retina, anche in profondità, analizzando gli strati vascolari sottostanti, che sono quelli da cui partono i problemi legati alla maculopatia. Inoltre, c’è l’angiografia della retina senza mezzo di contrasto: una modalità rivoluzionaria che evita ripercussioni su pazienti che soffrono di patologie cardiovascolari, allergie o hanno quadri clinici generali compromessi, diffusi nella terza età.

La prevenzione parte dunque con una visita con esame del fundus e un ulteriore controllo rapido in caso di comparsa di segni luminosi, lampi, scintille o visione di ragnatele. Controlli che devono diventare frequenti in caso di familiarità di malattie della retina.

Opportuno soffermarsi sul timing della visita e del trattamento: purtroppo, nel sistema sanitario pubblico dopo la diagnosi trascorrono mesi prima di poter intervenire con efficacia. Un lasso di tempo che non di rado porta a una situazione irrecuperabile.


A cura del dott. Roberto Spolaore Specialista in Oculistica da Sanisystem


Questo articolo è pubblicato sul nostro periodico di attualità, salute e benessere
SaniMagazine n. 1 - luglio 2017