Tiroide e iodio: ecco come prevenire le disfunzioni

Cos'è la tiroide e come funziona?

Abbiamo incontrato il dottor Giuseppe Maraglino, specialista in Endrocrinologia e Diabetologia da Sanisystem, e ci ha raccontato che la tiroide è una ghiandola endocrina costituita da cellule follicolari che producono e versano direttamente nel sangue i due principali ormoni: tetraiodotironina (tiroxina, T4) e triiodotironina (T3).

È formata da due lobi posti nella parte anteriore del collo, sotto la cartilagine cricoide (il pomo d’Adamo), davanti e ai lati della trachea e uniti da un ponte di tessuto tiroideo detto istmo.

Gli ormoni da essa prodotti, indispensabili per la vita, agiscono praticamente su tutte le cellule dell’organismo (attraverso un legame diretto con i recettori nucleari) e, in modo particolare, promuovono lo sviluppo e il corretto funzionamento del sistema nervoso (soprattutto nel feto e nel neonato), agiscono sul sistema cardiovascolare permettendone un corretto funzionamento e regolano il metabolismo di proteine, zuccheri e grassi.

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A cosa serve lo iodio per il corretto funzionamento della tiroide?

Per la produzione degli ormoni tiroidei è indispensabile lo iodio, un micro-nutriente essenziale, presente in natura in molti cibi (pesce di mare, crostacei e mitili, uova e latte intero) e nell’acqua; tuttavia l’apporto di iodio con gli alimenti può non essere tale da garantire un adeguato fabbisogno, peraltro variabile nelle diverse età della vita: infanzia 90-120 microgrammi/giorno, età adulta 150 microgr., gravidanza 220 microgr. e allattamento 290 microgr.

La carenza iodica può determinare malattie più o meno importanti che vengono definite "disordini da carenza iodica" e l’Italia è un paese in cui è presente tale situazione in maniera variabile nelle diverse regioni. Per questo motivo la profilassi iodica con il sale iodato è la strategia messa in atto dalle autorità sanitarie, seguendo la regola del "poco sale ma iodato"


Tuttavia circa un 30% di popolazione rimane in carenza (soprattutto neonati, bambini in età scolare e donne in gravidanza) e necessita di ulteriore supplementazione.

Quali sono le patologie tiroidee più diffuse?

Le principali malattie della tiroide sono:

  • gozzo (uni nodulare o multi-nodulare), che può essere normofunzionante, ipo o iperfunzionante;
  • tiroiditi, delle quali la più frequente è la tiroidite di Hashimoto (a genesi autoimmunitaria), che evolve frequentemente verso l’ipofunzione della ghiandola;
  • ipertiroidismo (gozzo diffuso o malattia di Graves, gozzo nodulare o malattia di Plummer) e altre forme rare meno frequenti;
  • ipotiroidismo dell’adulto (secondario a malattia di Hashimoto, dopo chirurgia o radioiodio, da grave carenza iodica);
  • ipotiroidismo neonato congenito (prevalentemente per difetti dell’ormonogenesi);
  • tumori benigni o maligni (meno del 5% dei casi, peraltro abbastanza facilmente curabili e con alta percentuale di sopravvivenza).


È possibile dunque ridurre il rischio di sviluppare alcune malattie della tiroide assumendo adeguate quantità di iodio. È necessario segnalare al medico qualsiasi tumefazione nella sede della tiroide e rivolgersi celermente a uno specialista. 

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La verità emerge dall’ecografia

Le possibilità diagnostiche relative alle patologie della ghiandola tiroidea sono molteplici ed efficaci – spiega il dottor Giuseppe Tripodi, specialista in Radiodiagnostica –: oltre all’esame clinico e agli esami di laboratorio, ci si avvale di indagini diagnostiche sempre più sofisticate, tra cui l’ecografia, che offre un contributo spesso determinante. L’ecografia è un esame non invasivo che ci consente di ottenere importanti informazioni sulla ghiandola tiroidea. Nell’ambito del patologico, permette di individuare e discriminare, con elevata sensibilità, le alterazioni nodulari da quelle diffuse.

Con questa tecnica possiamo determinare il numero, le dimensioni e la vascolarità delle lesioni, con fondamentali informazioni per lo specialista.

Per la maggior parte delle malattie della tiroide la terapia è abbastanza efficace e si avvale di farmaci, chirurgia, terapia radio metabolica.

Lo screening è previsto ogni 5 anni in tutti gli uomini dopo i 65 anni – conclude –, in tutte le donne dopo i 35 anni e in tutte le donne in gravidanza mediante la misurazione del Tsh: ormone ipofisario che stimola e regola la funzione della ghiandola tiroidea.

Da noi, nella sede di via Galilei, potrai fare il tuo esame diagnostico anche in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, oppure privatamente. Chiama per saperne di più: 0434 208215.


Questo articolo, a cura del dottor Maraglino, è stata pubblicato sul nostro periodico di attualità, salute e benessere SaniMagazine n. 3 - 2018.

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