Allergie e intolleranze: scopri le differenze

È giusto cercare la causa del proprio malessere negli alimenti che ingeriamo? 

Alle volte sì, ma non lasciamoci incantare da test privi di validità scientifica o accertamenti proposti al di fuori degli ambulatori specialistici: il nostro organismo si merita un controllo accurato e analisi certe, eseguite secondo i canoni medici più sicuri.

Oggi ti vogliamo parlare delle differenze tra allergie e intolleranze, portandoti esempi e dati che ti faranno riflettere. Prima capiremo la sostanziale diversità tra le due forme di malessere che il nostro organismo ci dimostra, poi approfondiremo le tre intolleranze più diffuse.

Buona lettura e... buon appetito!

Allergie e intolleranze: trova le differenze

Le allergie e le intolleranze non sono la stessa cosa: in un’allergia alimentare abbiamo una reazione immediata. Il nostro sistema immunitario si scatena entro brevissimo tempo, appena ingeriamo l’alimento a cui siamo allergici. I sintomi comprendono gonfiore o prurito a livello delle labbra o della lingua, comparsa di orticaria o angioedema e, nei casi più gravi, shock anafilattico e svenimento. Si ha una reazione allergica quando il sistema immunitario produce anticorpi contro una sostanza innocua, presente nel cibo (o nell’ambiente), come se fosse patogena.

Diverso è il caso delle intolleranze alimentari: sono infatti legate all’incapacità del nostro corpo di assimilare alcuni componenti degli alimenti o a infiammazioni dell’organismo provocate dal cibo. Spesso possono causare difficoltà di digestione, mal di testa, dermatite, stanchezza immotivata. Eliminato il componente “incriminato” dalla nostra dieta, ci sentiamo subito meglio. Le intolleranze non sono sempre facilmente individuabili ed è per questo che test non certificati si diffondono con una frequenza impressionante.

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Tre intolleranze da conoscere

È bene quindi essere informati almeno sulle tre “gravi” intolleranze che stanno più colpendo la popolazione occidentale in questi ultimi anni: la cattiva assimilazione del glutine, quella del lattosio e quella del fruttosio.

Intolleranza al glutine non è solo celiachia

Una persona su 100 presenta un’intolleranza al glutine (detta anche celiachia), ma 5 su 100 soffrono di sensibilità al glutine (gluten sensitivity): si tratta di una condizione – studiata molto di recente e per ora diagnosticabile solo per esclusione – in cui siamo in presenza degli stessi sintomi della celiachia ma senza i danni ai villi intestinali né risposta autoimmune dell’organismo.  

Latte e derivati: quando l'enzima non funziona più

L’intolleranza al lattosio è molto più diffusa: 1 persona su 5 nel mondo occidentale ne soffre e dobbiamo aspettarci che, avanzando con l’età, l’enzima digestivo lattasi si disattivi gradualmente, rendendoci sempre più sensibili.

Il fruttosio può portare anche al diabete

L’intolleranza al fruttosio si basa sull’errata percezione che sia più sano degli altri dolcificanti: proprio questo lo ha fatto diventare l’edulcorante prediletto per gran parte degli alimenti, dallo yogurt alla frutta ai minestroni preconfezionati. Ed è sempre, come nel caso di altre patologie, l’abbondanza con cui lo ingeriamo che fa male al nostro corpo, generando, oltre all’intolleranza, anche il rischio di diabete. 

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Ma cos'è successo al nostro organismo?

Pensiamo a quanto è diversa l’alimentazione dei nostri figli rispetto a quella dei loro nonni: a metà del secolo scorso nessuno si sarebbe sognato di fare una cena in famiglia con prelibatezze che arrivano dall’altro capo del mondo o provare cucine etniche differenti senza uscire dalla propria città. 

Dobbiamo quindi ascoltare il nostro corpo e dargli il tempo di abituarsi alle “novità”: se ci accorgiamo che eliminando dalla nostra alimentazione qualche alimento stiamo meglio, diciamolo al nostro medico di fiducia per capire come sostituire i suoi valori energetici e le sostanze utili contenute in esso.

Quali sono i cibi più tollerati?

Sì a frutta e verdura di stagione (ma occhio a non esagerare con melanzane, pomodori, patate e carote, queste ultime molto ricche di zuccheri), riso integrale, legumi e pesce (no a crostacei o pesce crudo). Anche la carne può andare, visto che normalmente è ben tollerata (meglio carni bianche). Formaggi sì ma stagionati (oltre i 30 mesi), ok yogurt e latte ad alta digeribilità. Ovviamente questa dieta non può essere condotta per molto tempo senza la supervisione di un nutrizionista: il consiglio di un medico è essenziale per evitare carenze nutritive che possono provocare danni al nostro organismo.


L'esperto risponde: I TEST CHE TOLGONO OGNI DUBBIO

In Sanisystem è possibile sottoporsi a una lunga serie di accertamenti che possono fornire un quadro esaustivo della propria condizione, per poi intervenire assieme ai nostri esperti per risolvere alla radice il problema qualora si risultasse allergici o intolleranti.

La caratteristica della nostra indagine è in genere la scarsa o nulla invasività, la celerità nel responso e la spesa contenuta, così da favorire l’accertamento a ogni nostro cliente.

  • I principali test cui ci si può sottoporre sono:
  • intolleranze per 90 alimenti; 
  • il Breath test al lattosio; 
  • il Breath test all'Helicobacter Piloro; 
  • il test per la celiachia;
  • il Disbiosi test (la disbiosi intestinale è un’alterazione degli equilibri e della composizione della flora batterica intestinale, che comporta un insieme di sintomi e disturbi dell’apparato gastrointestinale).

Scopri di più qui: TEST ALLERGOLOCICI E DELLE INTOLLERANZE.

Questo articolo è stata pubblicato sul nostro periodico di attualità, salute e benessere SaniMagazine n. 3 - 2018.

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